• Le case del malcontento

    Le Case è un mostro che ingrassa a ogni respiro, e allora io ne spengo uno per volta, fino all’ultimo, che sarà il mio. Le Case, quando ha fame, scuote la terra in cui è scavato per farci venire i sudori freddi e il cuore forte. Ma anche per lui è cominciata l’agonia, e di mese in mese le campane della chiesa alta suonano a morto. C’è un borgo millenario scavato nella roccia dell’entroterra maremmano, il suo nome è Le Case. Un paese morente. Una trappola di provincia. Un microcosmo di personaggi che si trascinano in un gorgo di giorni sempre uguali. Fino a quando la piccola comunità non viene…

  • Chi ha spostato il mio formaggio?

    È meno pericoloso affrontare il Labirinto che rimanere fermi senza Formaggio. Attraverso un racconto Spencer Johnson spiega come ci si può comportare quando arriva un cambiamento a stravolgere le nostre vite. I protagonisti di questa storia sono 2 topolini e 2 gnomi. I primi sono dotati di una modesta intelligenza, ma di grande fiuto; i secondi di un intelletto raffinato e complesso, ma scarso istinto. Ogni mattina, i protagonisti di questa storia escono alla ricerca di formaggio. Vivono in un labirinto composto da stanze, sono tutte collegate da lunghi corridoi, ma soltanto in alcune è presente il formaggio che cercano. I topi, Nasofino e Trottolino, si orientano per tentativi e…

  • Il ladro di anime

    Caspar si girò di profilo sulla scala con il libro aperto sul braccio e lesse: «Paralisi nel sonno, un’atroce variante della riduzione quantitativa della percezione. I soggetti che ne sono colpiti restano intrappolati in un limbo a metà tra il sonno e la veglia, dal quale possono essere liberati solo per mezzo di forti sollecitazioni, generalmente negative, come stimoli dolorosi, contrazioni violente, grida eccetera.» È la vigilia di Natale, gli ospiti di una clinica psichiatrica di Berlino stanno per vivere la notte più lunga della loro vita, fuori la neve cade copiosa, dentro sta per consumarsi una terrificante paura. Casper, un paziente ricoverato in seguito ad un’inspiegabile amnesia chiede aiuto…

  • Per lanciarsi dalle stelle

    È normale avere paura. Serve solo un unico, magnifico istante senza di essa. Sole ha 25 anni, il supermercato in cui lavora è una seconda casa, le sue abitudini un terreno stabile su cui camminare, il carattere tranquillo una garanzia per i genitori. Non ha mai esplorato il mondo, e l’ unica fonte di distrazione sono i racconti della sua migliore amica. Stella è un vulcano, un’instancabile esploratrice, affamata di vita e di emozioni. Questa diversità non è mai stato un ostacolo per la loro amicizia, ma la decisione di Stella di regalare un viaggio all’amica sarà la causa del loro primo e ultimo litigio. Un vaso di pandora scoperchiato,…

  • Il suggeritore

    «Li chiamiamo mostri perché li sentiamo lontani da noi, perché li vogliamo ‘diversi’», diceva Goran nei suoi seminari. «Invece ci assomigliano in tutto e per tutto. Ma noi preferiamo rimuovere l’idea che un nostro simile sia capace di tanto. E questo per assolvere in parte la nostra natura. Gli antropologi la definiscono ‘spersonalizzazione del reo’ e costituisce spesso il maggior ostacolo all’identificazione di una serial killer. Perché un uomo ha dei punti deboli e può essere catturato. Un mostro no.» Nel distretto penitenziario n°45, il detenuto RK-357/9 è stato condannato a 4 mesi e diciotto giorni di reclusione. Quando gli agenti l’hanno trovato vagava di notte e senza vestiti in…

  • Il giro dell’oca

    Ho avuto le montagne toccate con la punta dei piedi e delle mani, la loro immensità sfiorata in superficie. Ho avuto le parole. Senza di loro sbatto contro i muri. Anche con loro sbatto, perché li vedo bene, i muri, e mi preparo all’urto. Questa storia comincia dalle pagine di un libro. È sera, è andata via la corrente, la fiamma del camino illumina la stanza in cui un uomo sta leggendo la storia di un falegname che, desideroso di diventare padre, intaglia un pezzo di legno per costruire un burattino. Rileggendo la favola di Mastro Geppetto e del suo Pinocchio, quest’uomo sente la presenza del figlio che non ha…

  • Ossigeno

    Il punto non è che mio padre è mio padre. Il punto è che sono suo figlio. È sera, un padre e suo figlio sono seduti a tavola e mangiano in silenzio. Il padre cerca un pretesto per instaurare un dialogo dopo un banale litigio. È un genitore amorevole, una malattia gli ha portato via la moglie e ora non riesce a dormire senza dare la buonanotte a suo figlio. È un professore illustre di antropologia e ha trasmesso tutto a Luca: conoscenze, viaggi nel tempo per risalire all’origine delle cose, fascino per il passato e DNA. All’improvviso qualcuno bussa alla porta, sono uomini in uniforme venuti ad arrestare Carlo…

  • La casa delle voci

    Nessuno vuole veramente ascoltare ciò che hanno da dire i bambini. Sei di fronte ad un libro chiuso, sto per contare all’indietro partendo da 10 fino ad arrivare a 1, quando raggiungo 1 voglio che alzi lentamente la copertina . Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno. Adesso sei dentro, voglio che continui a sfogliare le pagine di quel libro. Che cosa vedi? Una stanza, una poltrona, un metronomo e un labirinto. È una mente, anzi più menti, quella di chi legge, quella di uno psicologo, una paziente, e un bambino. Hits: 85Share this...FacebookPinterestemail

  • La vita bugiarda degli adulti

    Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione. Hits: 107Share this...FacebookPinterestemail

  • Qualcosa

    Quindi non lo odiare, il tuo buco, accarezzalo ogni tanto, ma non ti ci affezionare troppo. Altrimenti non passerà mai. Qualcosa da leggere come una fiaba, senza pregiudizio, preclusione o boria, perché, come in ogni fiaba che si rispetti, c’è qualcosa da imparare. Non inizia con c’era una volta, ma con l’annuncio di una nascita: è una bambina, è Qualcosa di Troppo. Figlia del re Qualcuno di Importante e della regina Una di Noi, Qualcosa di Troppo era troppo di tutto. Mangiava, dormiva, piangeva, rideva, calciava, correva ma lo faceva troppo, e in lei c’era qualcosa di complicato da capire, perché lei era smaniosa di fare, voleva tutto. A 13…