Gli amori difficili

Autore: Italo Calvino
Anno edizione: 2002
Editore: Mondadori

L’aria era così nitida che il ragazzo dagli occhiali verdi indovinava sulla neve il reticolo fitto delle orme di sci, dritte ed oblique, delle strisciate, delle gobbe, delle buche, delle pestate di racchetta, e gli pareva che là nell’informe pasticcio della vita fosse nascosta la linea segreta, l’armonia, solamente rintracciabile alla ragazza celeste-cielo, e questo fosse il miracolo di lei, di scegliere a ogni istante nel caos dei mille movimenti possibili quello e quello solo che era giusto e limpido e lieve e necessario, quel gesto e quello solo, tra mille gesti perduti, che contasse.

Il tentativo di approccio e seduzione di un soldato durante un viaggio in treno; l’avventura di una bagnante che vive l’incubo di restare nuda davanti a un pubblico; un lettore che sente la vita scritta su una pagina più vera rispetto a ciò che lo circonda; la vita matrimoniale di due sposi che lavorano in fabbrica e si incontrano solo per poche ore. Queste e molte altre storie sono presenti ne Gli amori difficili di Italo Calvino.

Racconti di vita quotidiana, incontri con sconosciuti, scene di pochi minuti o giornate intere, alla base un comun denominatore: la difficoltà di comunicazione.
Che i rapporti umani non siano facili non è cosa nuova, ma il modo in cui Calvino li descrive scandagliando gli stati d’animo e i moti interiori dell’uomo, ce li fa vedere sotto una luce diversa.
Lo scrittore ligure visita, con gentile cautela, le zone d’ombra che si creano tra gli esseri umani.
Racconti curiosi, in alcuni casi ironici, che riflettono uno stato d’animo di dolore e malinconia nascosti o che nascono dai silenzi. È nel cuore di questo silenzio che si rafforza o indebolisce ogni rapporto umano. Intimità e pensieri mai espressi, di quelli che ti passano per la testa alla velocità della luce da non poterli afferrare. Di quelli che ti fanno percorrere i km per raggiungere la persona amata e poi tornare indietro senza che lei lo venga mai a sapere. Parole non dette che dividono o uniscono suggellando un tacito accordo tra due sposi.
Ogni racconto è un’avventura che un’avventura non è. Infatti i protagonisti dei racconti non vivono un’esperienza entusiasmante, né affrontano un’impresa audace, ma sono descritti al centro di una scena comune. Hanno a che fare con le difficoltà quotidiane ulteriormente complicate dalle manie, le fragilità e le indecisioni. Proprio questo soffermarsi a pensare, che non sempre porta a un agire, dona il carattere di avventura a queste vicende, perché per i protagonisti comporta uno sforzo e un impiego di energie paragonabili a un atto di coraggio.

La raccolta di Calvino è composta da una seconda parte intitolata La vita difficile. Si tratta di due racconti più lunghi in cui i protagonisti devono affrontare un male, in un caso proveniente dalla natura, nell’altro dalla civiltà. I personaggi sono molto diversi tra loro, dall’estrazione sociale alle scelte di vita personali, ma entrambi devono fare i conti con l’atteggiamento dei vicini che non affrontano, bensì adottano dei comportamenti evasivi per aggirare il pericolo. La nuvola di smog è incredibilmente attuale: in un periodo in cui la natura si sta riprendendo i suoi spazi, l’uomo è diviso tra ammirazione e desiderio di conservazione da una parte e brama di progresso dall’altra.
La parola magica di questo gioiello letterario è assenza, perché racconta le storie di persone che non si incontrano. Non esiste un luogo dove risiede e non ci è dato capire l’origine da cui è nata l’assenza. È un amore pensato che si nutre di attese, ciascuno lo sa ma nessuno ne parla. Potrebbe nascere dalla difficoltà di capire se stessi, dalla paura di mettersi nei panni dell’altro, dal disagio nel comunicare i propri timori. A fine lettura la sensazione che resta è quella di un’assenza, che non si può spiegare a parole, ma solo avvertire, proprio come succede ai protagonisti delle storie.

<<Questo è il segreto, – decise, ritornando nel suo studio: – che in ogni momento, in ogni cosa che io faccio o dico, sia implicito tutto quello che ho vissuto>>. Ma lo rodeva un’ansia, di non potere mai essere pari a quello che era stato, di non riuscire a esprimere, né con allusioni e men che meno con parole esplicite, e forse neppure col pensiero, la pienezza che sapeva d’aver raggiunto>>.

Hits: 412

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *